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Pubalgia o sindrome retto-adduttoria: come curarla in maniera efficace




Con il termine pubalgia (o groin pain) si fa riferimento a una serie di condizioni patologiche che causano dolore in zona del pube o inguine/adduttori. Generalmente, la pubalgia è una patologia da sovraccarico funzionale, dei muscoli addominali oppure adduttori. Colpisce in particolare sportivi che praticano calcio, scherma e danza classica, ma negli ultimi anni, a seguito di cambiamenti nella preparazione atletica e dei modelli prestativi, ha coinvolto sempre più sportivi di discipline diverse.

Il sintomo principale è il dolore a livello inguinale o del pube durante l’attività sportiva e che persiste anche a riposo. Nei casi più gravi il dolore può anche disturbare o impedire il sonno. I movimenti che vanno a esacerbare maggiormente i sintomi sono gli scatti e i cambi di direzione. Per fare una corretta diagnosi differenziale è consigliabile effettuare esami strumentali quali, ad esempio, ecografia o RMN.




E’ consigliabile trattare questa patologia sin da subito in maniera incisiva. E’ necessario interrompere gli allenamenti e iniziare un ciclo di fisioterapia, controllando nel frattempo l’infiammazione attraverso varie strategie (ad esempio ghiaccio, laserterapia, ultrasuoni, FANS e, nei casi più gravi, infiltrazioni locali)





E’ necessario effettuare riposo assoluto?


No, perché è stato dimostrato che il riposo assoluto crea degenerazioni ai tessuti paragonabili a quelle causate dal sovraccarico funzionale. Si tratta si effettuare il cosiddetto “riposo funzionale”, ovvero sospendere l’attività sportiva e gli esercizi che provocano il dolore. Si effettuano, nel frattempo, esercizi funzionali per il recupero della mobilità e funzionalità, a cui si associano esercizi di stretching ed esercizi a basso impatto che non provocano dolore. I tempi di recupero variano tra i 2-3 mesi, ma possono essere necessari tempi più lunghi. Il ritorno allo sport avviene quando il paziente non avverte dolore e ha recuperato il 70% di forza rispetto all’arto controlaterale.




Quali sono le fasi della riabilitazione?


Si possono individuare 3 fasi riabilitative e solitamente si utilizza un approccio multifattoriale, combinando terapia fisica, terapia manuale e rieducazione funzionale.





Per informazioni o appuntamenti:


320/4853050



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